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25/06/2008

societa' e lavoro

sono da marzo in india e sto vivendo proprio bene.

 

Certo, non ci passerei tutta la mia vita qui, cultura troppo diversa, stile di vita troppo diverso e soprattutto un cibo che attenta alla tua vita ogni due per tre.

il bello di qui pero' e' che puoi vivere con un euro o due al giorno e ti senti un principe. Una bella stanza, acqua calda, cibo piu' volte al giorno....shant shanti, tranqui tranqui.

A settembre torno all'universita', vado a Glasgow. Nuova vita, nuovi amici, nuovo tutto...e di nuovo la fame perche' li' lka vita costa un sacco.

E mi sewnto felice, mi sento soddisfatta. Se dovessi morire oggi non avrei paura, non mi sentirei tanto triste, perche' la mia vita e' stupenda, grazie a me che ho avuto il coraggio di fare scelte che a molti fan paura, e soprattutto grazie ai miei genitori che mi hanno fatto come mi hanno fatto e mi hanno insegnato il meglio del meglio.

Molti mi pensano pazza perche' a 27 anni compiuti non sono chiusa in uno stupido ufficio a lavorare come una capra per un capo che va alle maldive ogni week end mentre io e i  miei colleghi sudiamo per un salario da fame nonostante l'impegno, la preparazione e gli studi universitari (chesono costati a me e a mamma e papa'), mi pensano pazza perche' a 27 anni compiuti non sono sposata ne' ho un bambino (vero e non fittizio come quello che ho qui in india per salvarmi dai maniaci sessuali o per trovarmi un buon posto sul treno), perche' non lavoro come un ciuccio solo per pagarmi mutuo e rate della macchina.

A me non frega niente della macchina, dei vestiti firmati, non mi importa avere cose costose. Mi basta vivere e per questo, finche' non decido di mettere su famiglia, mi bastano i lavori che faccio.

La vitas e' una sola. Non ne abbiamo mille. Paradiso e inferno non esistono dopo la nostra morte ma li viviamo sulla nostra pelle secondo dopo sec ondo in questo mondo assurdo.

E aggiungo anche (giusto per chi indignato chiede ai miei genitori "ma votra figlia che fa? e' na fannullona!") mentre tutti al liceo e all'universita' si facevano mille cilum e canne e passavano i pomeriggi davanti alla playstation IO studiavo e lavoravo. ORe intere. Non solo mezz'oretta, magari copiando la versiojne di greco di qualcun altro.

Quindi ora e' arrivato il mio momento di godermi la vita.

la vita e' tutta una scelta. KIrkegaard disse siamo un eterno punto zero tra il tutto e il nulla (o qualcosa del genere). Io ho fatto le mie scelte e ne vado fiera.

la societa' ci obbliga a vivere come muli e a fare le scelte che tutti gli uomini "medi" fanno.

Io me ne faccio un baffo e accetto il rischio.

O meglio accetto un rischio che sara' diverso da quello di un altra persona che ha fatto scelte diverse

ogni scelta implica pro e contro. Potrei aver scelto di rimanere a lavorare a milano per fare carriera (haha) e poi magari finire morta in un incidente stradale o ancora peggio con un maritoimpotente perche' si sente insicuro da quando il suyo salario e' inferiore al mio...

vabeh

 

vado a mangiare

ciao! 

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